La melatonina e il cortisolo vengono spesso chiamati «ormoni del sonno» nella divulgazione scientifica. In effetti, la loro complessa interazione è fondamentale per la regolazione del ritmo sonno-veglia. La melatonina favorisce il sonno mentre, al termine della notte, il cortisolo stimola il risveglio e assicura lo stato di veglia durante il giorno.
«La melatonina, tuttavia, non è l’ormone del sonno, bensì l’ormone del buio», precisa la dott.ssa Blume. Non induce automaticamente il sonno, tanto che negli animali attivi di notte produce l’effetto contrario e li tiene svegli.
«La melatonina non è l’ormone del sonno, bensì l’ormone del buio»
Come agisce la melatonina?
La melatonina viene prodotta di notte dalla ghiandola pineale situata nel cervello. Il livello di melatonina inizia ad aumentare circa due o tre ore prima dell’orario abituale in cui si va a dormire. La melatonina segnala all’organismo che è ora di riposarsi e, per farlo, influenza anche la temperatura corporea. «I piccoli vasi sanguigni nelle mani e nei piedi si dilatano e sembra che sia questo fenomeno a determinare l’insorgenza del sonno», spiega la ricercatrice del sonno Christine Blume. «In questo modo il corpo rilascia più calore e la sua temperatura si abbassa – ed è proprio questo calo a favorire la sonnolenza.»
La luce intensa può inibire e ritardare la produzione di melatonina poiché suggerisce all’orologio biologico che non è poi così tardi.