
Prevenzione/Malattie | 30.9.2026
Influenza intestinale: sintomi, durata e trattamento
Nausea, diarrea e vomito: sono questi i sintomi tipici della gastroenterite, chiamata anche influenza intestinale. Si tratta di una delle malattie più diffuse al mondo, al punto che praticamente chiunque ne è colpito almeno una volta nella vita. Due specialisti ci forniscono alcuni consigli utili sui sintomi e sulla durata dei disturbi, spiegandoci cosa davvero aiuta in questi casi.
I sintomi tipici della gastroenterite
La gastroenterite acuta si manifesta di solito in modo improvviso con sintomi tipici, tra cui in particolare:
- Vomito: episodi improvvisi e violenti (particolarmente caratteristici nelle infezioni da norovirus)
- Diarrea: evacuazioni frequenti (tre-cinque volte al giorno) con feci acquose, mucose o sanguinolente (a seconda dell’agente patogeno)
Spesso si manifestano anche crampi e dolori addominali, di frequente accompagnati da un senso di oppressione e pesantezza di stomaco e da perdita dell’appetito. In molti casi si accusano per breve tempo febbre lieve, mal di testa, dolori articolari e un generale senso di malessere. In genere i sintomi della gastroenterite scompaiono spontaneamente, purché si assumano a sufficienza liquidi e sali.

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Cause della gastroenterite
«In caso di gastroenterite acuta, di norma non è necessario identificare l’agente patogeno», spiega il dottor Zander. Una diagnosi è rilevante solo in caso di decorso grave o prolungato, sangue nelle feci, patologie pregresse o sistema immunitario debole, oppure quando la persona lavora in una struttura comunitaria o nel settore alimentare.
Virus
I virus sono la causa più frequente della gastroenterite. In Svizzera circa 400 000 persone ogni anno si ammalano a causa dei norovirus, responsabili del classico vomito con diarrea. I rotavirus causano invece gravi episodi di diarrea specialmente nei neonati e bambini piccoli.
Batteri
Le infezioni gastrointestinali di origine batterica sono dovute perlopiù ad alimenti contaminati. Gli agenti patogeni più diffusi sono i Campylobacter, con 7000–8000 casi registrati ogni anno in Svizzera, seguiti dalle salmonelle. Queste malattie spesso si manifestano con febbre alta e feci sanguinolente.
Parassiti
Le infezioni gastrointestinali da parassiti sono più rare e si manifestano in genere dopo viaggi all’estero. Un esempio è il Giardia lamblia (giardiasi). I disturbi si presentano spesso dopo una o due settimane e possono protrarsi per settimane.
È un’intossicazione alimentare?
Il dottor Bruno Balsiger spiega: «Nel linguaggio comune si parla spesso di intossicazione alimentare, in quanto sono le tossine presenti nel cibo avariato a causare i disturbi, di solito già dopo poche ore. In caso di infezione, invece, batteri o germi si moltiplicano nell’intestino e ci vuole più tempo prima che compaiano i sintomi.»
«In caso di gastroenterite acuta, di norma non è necessario identificare l’agente patogeno.»
Contagiosità della gastroenterite: come si diffondono gli agenti patogeni
Tra persone
La via di contagio più frequente della gastroenterite è la trasmissione fecale-orale degli agenti patogeni attraverso mani o oggetti sporchi che vengono poi a contatto con la bocca o il naso. Ciò accade ad esempio quando non ci si lava le mani dopo essere stati in bagno o si toccano superfici contaminate.
Le persone malate espellono virus e batteri attraverso le feci o il vomito. Nel caso dei norovirus, minuscole goccioline possono disperdersi nell’aria durante l’episodio di vomito ed essere inalate. È questo il motivo per cui i familiari, le persone che lavorano negli asili e gli operatori sanitari si infettano facilmente. Gli agenti patogeni possono essere trasmessi anche tramite strette di mano o abbracci.
Tramite gli alimenti
Molti agenti patogeni, come il Campylobacter o le salmonelle, penetrano nell’organismo attraverso alimenti contaminati. Si tratta tipicamente di carne cruda o poco cotta (in particolare pollame), uova o latte. Anche verdure e insalate possono essere contaminate da acqua sporca. I virus si trovano spesso nel latte non pastorizzato, nei molluschi e nelle insalate già pronte.
Tramite il contatto con gli animali
Alcune infezioni sono zoonosi, cioè malattie infettive trasmissibili dagli animali all’uomo.
I Campylobacter possono essere trasmessi dal pollame, le salmonelle da rettili, uccelli e piccoli animali. Cryptosporidium e Giardia possono raggiungere l’acqua attraverso le feci di pecore, capre o cani. «Chi non si lava a fondo le mani dopo essere stato in una stalla o a contatto con animali è a forte rischio di contagio», avvisa il dottor Zander.
Tramite oggetti
Alcuni agenti patogeni sono molto resistenti: i norovirus ad es. sopravvivono non di rado per più di dieci giorni su maniglie delle porte, giocattoli o superfici dei servizi igienici. In assenza di una disinfezione accurata rimangono contagiosi a lungo. Anche i batteri come le salmonelle o i parassiti come la Giardia possono aderire alle superfici.
Decorso della gastroenterite: cosa bisogna sapere
Il contagio è seguito da un periodo di incubazione. Si tratta dell’intervallo tra il contagio e la comparsa dei primi sintomi, prima dell’inizio della fase acuta della malattia. Terminata la fase acuta, ha inizio un recupero graduale.
Quanto dura la gastroenterite?
La durata della gastroenterite o dell’influenza intestinale può variare fortemente a seconda dell’agente patogeno.
- Norovirus
Tempo di incubazione: 12–48 ore, durata malattia: 2–3 giorni, solitamente con episodi violenti ma di breve durata - Rotavirus
Tempo di incubazione: 1–3 giorni, durata della malattia: circa 7 giorni, specialmente nei bambini piccoli con forte diarrea - Batteri (ad es. salmonelle, Campylobacter)
Tempo di incubazione: 6–72 ore, di norma 1–3 giorni, durata della malattia: circa 4–7 giorni, febbre, talvolta con sangue nelle feci, solitamente guarigione spontanea senza trattamenti specifici - Parassiti (ad es. Giardia)
Tempo di incubazione: spesso 1–2 settimane, può protrarsi per settimane, spesso dopo soggiorni all’estero
Recuperare le energie dopo una gastroenterite
Dopo la scomparsa della diarrea la maggior parte delle persone si riprende rapidamente (soprattutto i bambini), a condizione che si beva a sufficienza. Le persone anziane o con malattie croniche impiegano spesso più tempo a recuperare, poiché il loro equilibrio di liquidi ed elettroliti è più delicato. «Il segreto per riprendersi è sempre lo stesso: bere abbastanza liquidi ed elettroliti. Bisogna cioè assumere liquidi idonei per integrare i sali minerali come sodio o potassio che il corpo ha perso a causa della diarrea», sottolinea il dottor Balsiger.
«Il segreto per riprendersi è sempre lo stesso: bere abbastanza liquidi ed elettroliti.»
Quando devo preoccuparmi e andare dal medico se ho la gastroenterite?
Nella maggior parte dei casi, dall’infezione gastrointestinale si guarisce spontaneamente in pochi giorni. È tuttavia consigliabile rivolgersi al medico quanto oltre a diarrea e vomito si notano altri sintomi, tra cui soprattutto:
- Sangue nelle feci o feci nere (che possono indicare emorragie interne)
- Vomito persistente, tale da non riuscire a trattenere nulla
- Febbre alta o che rimane tale (oltre 38,5 °C) oppure forti dolori addominali (addome duro e teso)
- Segni di disidratazione: sete intensa, bocca secca, scarsa produzione di urina (meno di 3 pannolini bagnati al giorno nei bambini piccoli), vertigini, stordimento
- Problemi circolatori: capogiri quando ci si alza, sudorazione fredda, pallore cutaneo
- Diarrea molto frequente: più di 8–10 scariche acquose al giorno nei bambini in età scolare; episodi ripetuti di diarrea nei neonati, nei bambini piccoli o nelle persone anziane
Particolare cautela con i gruppi a rischio
Ci sono persone che in caso di disturbi gastrointestinali dovrebbero rivolgersi tempestivamente al medico, a causa del rischio di rapida disidratazione o di una maggiore vulnerabilità. Tra queste i lattanti e i bambini piccoli, le persone anziane, i pazienti con malattie croniche (ad es. diabete, patologie cardiache, circolatorie o renali), le persone immunodepresse (ad es. a causa di chemioterapia o terapia con corticosteroidi) e le donne in gravidanza.
Dal medico o in pronto soccorso?
In caso di svenimenti, convulsioni o alterazioni dello stato di coscienza è bene recarsi al pronto soccorso o in casi critici chiamare direttamente il numero d’emergenza.
Curare la gastroenterite: cosa aiuta davvero?
«In caso di gastroenterite acuta, i farmaci vengono utilizzati solo in situazioni molto specifiche, poiché il trattamento è principalmente sintomatico», spiega il dottor Zander. «Si tratta cioè di farmaci che alleviano i sintomi e ripristinano l’equilibrio di liquidi ed elettroliti. Non esistono medicamenti capaci di curare direttamente la malattia, soprattutto quando questa è di origine virale.»
Cosa aiuta davvero: liquidi ed elettroliti
La cura più importante sta nel bere molto, ad esempio acqua, tè o brodo chiaro. Le soluzioni elettrolitiche disponibili in farmacia possono aiutare a reintegrare i sali minerali.
Farmaci (solo all’occorrenza e con cautela)
- In caso di forte nausea (adulti): antiemetici (ad es. metoclopramide) per un breve periodo
- In caso di dolori o febbre: paracetamolo oppure farmaci antispastici (ad es. butilscopolamina)
- Importante: evitare per quanto possibile analgesici forti come il metamizolo (a causa degli effetti collaterali)
- In caso di forte diarrea (adulti, senza febbre o sangue nelle feci, solo per max. 48 ore): loperamide
- Per i bambini: niente antidiarroici, ma tanto riposo e bere molto
Cosa è sconsigliato?
- Rimedi di origine vegetale come uzara, polvere di mela, tannino, carbone, argilla medicinale o mirra
- Carbone attivo
- Probiotici (allo stato attuale non esiste una raccomandazione generale)
- Antibiotici (da evitare nelle infezioni virali; nelle infezioni batteriche di norma solo in casi particolari, previo esame delle feci)
Rimedi casalinghi che spesso aiutano
- In caso di nausea: tisana allo zenzero o camomilla
- In caso di crampi addominali leggeri: borsa dell’acqua calda o olio di menta piperita (in capsule)
Cosa bere e mangiare in caso di gastroenterite?
«In linea generale, bambini e adulti con una gastroenterite possono mangiare ciò che tollerano e ciò a cui sono abituati», sottolinea il dottor Balsiger. «Non è necessario digiunare: non servono diete rigide o a base di tisane, che anzi possono risultare dannose. Ascoltate il vostro corpo: se vi fa stare bene, allora va bene!»

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Quanto si rimane contagiosi dopo una gastroenterite?
La durata della contagiosità di una gastroenterite (influenza intestinale) varia in base all’agente patogeno.
- I virus (ad es. norovirus e rotavirus) vengono spesso espulsi già poco prima della comparsa dei sintomi, ma il processo può durare anche per giorni o persino settimane dopo la malattia. I norovirus possono rimanere contagiosi fino a due settimane dopo la guarigione; lo stesso vale per i rotavirus nei bambini piccoli.
- Le infezioni batteriche di solito non causano più problemi dopo circa una settimana, ma anche in questo caso i germi possono essere espulsi dopo alcuni giorni. Per determinati agenti patogeni (ad es. salmonelle, EHEC), le persone che lavorano in ambiti sensibili (settore alimentare, asili) devono spesso esibire due referti negativi degli esami delle feci per poter tornare al lavoro.
Come prevenire un’infezione gastrointestinale
«Per proteggersi efficacemente contro le infezioni gastrointestinali servono misure igieniche semplici ma rigorose», precisa il dottor Balsiger. «La cosa fondamentale è lavarsi a fondo le mani con acqua e sapone. Per prevenire la diffusione della malattia è inoltre utile pulire le superfici interessate, adottare le giuste precauzioni quando si è malati e mantenere l’igiene in cucina.»
Regole igieniche generali per la prevenzione
- Lavarsi le mani: con acqua calda e sapone per almeno 20–30 secondi, soprattutto dopo essere stati in bagno, prima di mangiare o dopo il contatto con animali.
- Igiene in cucina: cuocere sempre bene carne, uova e pesce; bollire o pastorizzare i prodotti a base di latte crudo; lavare accuratamente le verdure crude e utilizzare utensili da cucina separati per gli alimenti crudi e per quelli cotti.
- Mantenere la catena del freddo: gli alimenti deperibili, come carne o latticini, vanno sempre conservati ben refrigerati (sotto i 5 °C) e consumati in tempi brevi.
- Contatto con animali e lavori in giardino: dopo il contatto con animali, letame o compost, lavare accuratamente le mani. Nei lattanti e nei bambini piccoli è consigliabile evitare il contatto diretto con gli animali da compagnia (in particolare rettili e conigli).
«Per proteggersi efficacemente contro le infezioni gastrointestinali servono misure igieniche semplici ma rigorose.»
Se in casa c’è una persona malata
- Pulire e disinfettare le superfici: WC, lavabi, maniglie delle porte, smartphone ecc. vanno puliti regolarmente con prodotti virucidi o battericidi.
- Tenere separati gli oggetti di tutti i giorni: spazzolini, asciugamani, piatti e posate vanno utilizzati separatamente e lavati in acqua calda (almeno 60 °C).
- Lavaggio igienizzante della biancheria: asciugamani, lenzuola e salviette vanno lavati ad almeno 60 °C; i giocattoli dei bambini devono essere puliti regolarmente.
- Evitare il contatto: durante la fase acuta (e per almeno le 48 ore successive) le persone malate non dovrebbero cucinare per altre persone né entrare a stretto contatto con gruppi a rischio.
Domande frequenti sulla gastroenterite
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