La CPT compie 125 anni: un viaggio nel tempo

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125 anni, dal 1890 al 2015: praticamente nulla nella grande storia dell’evoluzione umana. O una piccola sintesi di quello che abbiamo alle spalle.

Ma i 125 anni di vita della CPT sono stati segnati da un’evoluzione impressionante. La storia è iniziata con la «Cassa malati dell’Associazione degli impiegati delle ferrovie svizzere». I nomi degli assicurati erano conservati in enormi registri scritti a mano, che oggi sono conservati, forse un po’ impolverati, negli archivi.

125 anni dopo, gli assicurati accedono elettronicamente ai propri dati ovunque si trovino e in qualsiasi momento. I consulenti clienti sono sempre raggiungibili. Oggi in Svizzera abbiamo 1,3 collegamenti cellulari pro capite e navighiamo da tablet e notebook. Il nostalgico gesto della penna immersa nel calamaio è acqua passata: oggi basta un login rapido e sicuro a CPTnet.

Spazio e tempo si restringono e le cose si muovono a un ritmo sempre maggiore. Oggi i collaboratori della CPT devono essere più rapidi e agili, già solo a causa dell’aumento del numero degli assicurati. Nel 1890 la CPT contava 1937 membri, tutti uomini, mentre il 2014 è stato il primo anno in cui l’effettivo ha superato la soglia dei 400’000 assicurati: donne, uomini e bambini.

Agli albori della CPT la gestione centrale è stata assunta a rotazione dalle sezioni locali: prima Basilea, poi Lucerna, in seguito San Gallo e infine, dal 1901, Berna. I verbali di un tempo dimostrano che già allora si tenevano tantissime riunioni e sedute per organizzare l’attività. Nel corso dei decenni le sezioni locali sono scomparse per far posto alle tre sedi della CPT. Oggi la maggior parte delle decisioni strategiche viene presa nella sede centrale di Berna. Ma nonostante la centralizzazione e la digitalizzazione, il contatto personale con il cliente è ancora oggi l’ingrediente chiave del successo della CPT. E vogliamo che lo sia anche in futuro.

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